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Il Borgo di Molfetta

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Posizionata su una penisola in assetto longitudinale, Molfetta si estende sulla costa in modo tale da far combaciare il suo asse principale (indubbiamente Sud-est, Nord-Ovest) con l’andamento della linea costiera. Il centro abitato si presenta con una evidente conformazione ad ellisse, con asse maggiore di 300 metri e quello minore di 200 metri, questa caratteristica comportò gia dal XII secolo la saturazione degli spazi edificabili con conseguente occupazione degli scogli affioranti e della battigia del mare.

 

Grazie al suo sviluppo urbanistico, Molfetta, si inserisce nel contesto pugliese dei centri abitati che hanno saputo sfruttare i limiti impostigli dall’Adriatico. La Cattedrale situata nella parte Nord-Ovest, presenta alcune sue cappelle laterali strutturate su mensole e la cinta difensiva divenne ben presto parte stessa degli edifici abitativi che vi si poggiavano; di questa condizione ne risentì particolarmente l’efficacia dei sistemi difensivi del lato mare.

Il nucleo antico di Molfetta è costituito da un particolare sistema di otto “insule nastriformi”, con disposizione parallela al mare e con un cardo che le taglia perpendicolarmente con direzione Nord-Est, Sud-Ovest; questa conformazione davvero particolare, risponde ad esigenze pratiche, probabilmente per fronteggiare le forti raffiche di tramontana, quale miglior espediente per una città circondata dal mare.

Il centro abitato molfettese si è dovuto sempre confrontare con l’impellente problema della superficie edificabile, strade e piazze sono state posizionate in punti in cu la loro presenza non pregiudicava la presenza di edifici abitativi. Il concetto delle insule nastriformi si poggia sulla disposizione a lotti edilizi contigui, in maniera da avere prospicienza sulle due strade di delimitazione: superiore ed inferiore.

Lo spazio razionalizzato al massimo, presenta solo due piazze una antistante l’antica Cattedrale, l’altra per esigenze sociali è contigua al palazzo civico. Questi dati contribuiscono a creare un immagine abbastanza nitida della trama insediativa di Molfetta, sempre alla ricerca di spazi fruibili a scopi abitativi, ma anche per un gran numero di altre funzione, prima fra tutte la pesca settore trainante dell’intera comunità.

Infatti il porto, ricavato da una naturale insenatura, era ed è un punto nevralgico per l’identità molfettese; è posizionato ad Ovest dell’abitato e sin dall’antichità ha sempre svolto il compito di rifugio per le imbarcazioni, impegnate non solo nella pesca ma anche nelle attività commerciali. Sulla base di quanto esposto negli archivi segrete dei Gonzaga, Molfetta ricoprì anche l’importante ruolo di sbocco al mare, e quindi a tutte le attività proficue ad esso collegate, per i centri dell’entroterra quali: Andria, Corato, Ruvo, Terlizzi, Bitonto, e Modugno; notevolmente più importante del porto di Bari che serviva non più di tre o quattro centri abitati.

Fin dal 1400 Molfetta fu al centro di grandi piani di riassetto urbanistico per fronteggiare la continua scarsità di suolo edificabile entro le mura; gia nel 1500, secondo una carta contenuta in un Atlante anonimo, cominciarono a sorgere qua e la dei primi insediamenti extra-moenia; cambiamenti riscontrabili più di un secolo dopo in una chiara e illustrativa carta di Giovanni Battista Pacichelli databile al 1687.

Lo sviluppo del nucleo abitato di Molfetta, fu probabilmente favorito da una edificazione, quale quella dei Gesuiti, che con la loro chiesa, il loro collegio e la biblioteca, si proposero come nuovo perno della comunità in espansione. Dal punto di vista urbanistico, la città usci dalle mura per svilupparsi lungo vie di collegamento molto importanti, che dai centri limitrofi, collegati al mare a scopi commerciali, giungevano nel centro abitato.

Gli insediamenti sorti nelle immediate vicinanze delle mura, sono da attribuire ad una committenza abbiente, le cui disponibilità economiche permettevano edificazioni dotate di corti e spazi a verde con superfici nettamente superiori a quelle sorte all’interne della cinta difensiva.

Malgrado lo spostamento graduale del baricentro fuori dalle mura, il borgo antico di Molfetta non perse certo importanza; numerose attività produttive mantennero la propria sede nel borgo medievale. Le prove di queste affermazioni provengono da dati di archivio, come quello stralcio di documento quattrocentesco ove, allo sguardo del funzionario rogatore si presentano numerosi “laboreii de pasta, come sono vermicelli et similia”

Ultimo aggiornamento ( Domenica 30 Novembre 2008 15:56 )  
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