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Castelli e Torri

Derivato dagli antichi accampamenti romani, il castellum (volgare) o castrum (latino), raggiunge una vera e propria diffussione a scopi difensivi a partire dal periodo delle invasioni barbariche (IV-VII secolo). Gli ingegneri romani, per fortificare le difese preesistenti allo scopo di fronteggiare le incursioni dei sempre più irrequieti popoli germanici, studiarono fortificazioni più efficienti per la salvaguardia della "pax romana". Alcune di queste sono ancora oggi visibili, come la millenaria cinta delle mura Aureliane, a riprova della straordinaria resistenza ed efficacia di tali strutture.

A seguito della caduta dell' Impero romano, i castelli cominciano a svolgere quel ruolo di centro politico ed amministrativo che conserveranno, in certi casi, fino agli albori dell'epoca contemporanea. Da rudimentali torri e punti d'osservazione, solitamente di legno, i castelli, nel giro di qualche secolo, divennero non solo luogo di rifugio ed ultimo baluardo pronto a reggere un assedio, ma autentico fulcro di una nuova cilviltà; una vera e propria comunità che ruotava attorno a questi nuovi luoghi di governo, succursali del potere centrale ed in molti casi sostituti o usurpatori di quest'ultimo.

Il castello, con il passare dei secoli è cambiato in base a diversi fattori; in particolar modo le svariate dominazioni, ognuna delle quali apportava le sue dovute modifiche, in primo luogo difensive ma anche e soprattutto stilistiche. Tanti sono gli esempi di castelli che presentano alla nostra vista stupende coesistenze di caratteri e dettagli che vanno dal normanno all'aragonese, senza tralasciare ovviamente la forte impronta angioina in molte straordinarie fortezze del territorio italiano.

Dal X al XVI secolo, l'incastellamento è passato per varie forme e aspetti: da centro di potere signorile nelle campagne a veri e propri fenomeni di inurbamento delle siognorie rurali che, dati i loro sempre maggiori interessi alle nuove ed entusiasmanti dinamiche cittadine, trasferivano le loro residenze in nuovi castelli urbani, trasformando le antiche forme di governo comunale in un nuovo potere di natura signorile che poco aveva a che fare con il passato di queste città ma che le avrebbe rese ancora più forti nei loro contadi, trasformandoli nel giro di due secoli in autentici stati territoriali.

Ma cosa avvene alle fortezze? In cosa cambiarono queste antiche strutture? L'alba delle armi da fuoco decretò il crepuscolo delle antiche forme di edilizia difensiva; nuove e insolite concezioni modificarono gli asseti medievali di gran parte dei castelli europei. Bastioni scarpati sostituirono le torri svettanti dei secoli precedenti e i castelli divennero sempre più delle autentiche cittadelle fortificate, pronte a rispondere con sempre nuovo vigore alle nuove sfide a cui la più recente tecnologia bellica li contrapponeva.

Onofrio Di Lorenzo

 

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