fortezze.com - Castello Svevo (Bari) | Castelli in Puglia | Castelli in Italia
Home

Castello Svevo (Bari)

E-mail Stampa PDF
Castello di BariIl castello di Bari sorge su una precedente fortificazione romana, costituita da blocchi di tufo molto compatti. Già Tacito e Orazio e in seguito un monaco francese di nome Bernardo (865) ne descrivono l’imponenza. Le notizie storiche sul castello di Bari iniziano in epoca normanna. Dal 1071 anno della conquista normanna e per i decenni a seguire, Bari fu tormentata da lotte e ribellioni contro i nuovi dominatori, culminati nella distruzione della città nel 1156 ad opera di Guglielmo il Malo. 

Già nel 1131 Ruggero II mise al lavoro, per la costruzione delle prime strutture, manovalanze saracene. Nel 1233 Federico II incaricò Guido del Vasto di restaurare ciò che rimaneva dell’edificazione normanna. I lavori durarono fino al 1240 dando al castello di Bari un impianto quadrangolare rafforzato agli spigoli da torrioni parallelepipedi. Di essi i due verso l’abitato risultano, per maggiore difesa, molto aggettanti rispetto alla linea delle cortine perimetrali. Le fortificazioni sveve sono interamente rivestite da bugne a bauletto di tufo calcareo. A ponente, lungo la cortina sveva e di fianco alla cosiddetta torre dei Minorenni, si apre un portale con un archivolto ogivale, con foglie e figure a bassorilievo ed in chiave ha l’aquila imperiale. Attraverso questo portale, si entra in un portico che si protrae nella corte.

Esso è coperta da volte a crociera nella cui chiave fiorisce un elemento decorativo stilizzato. Le volte sono sostenute da colonne i cui capitelli riportano motivi diversi: stile corinzio o foglie stilizzate e aquile sveve. I motivi decorativi di capitelli e volte vanno ricondotti a due maestri scultori: Mele da Stigliano e Finarro da Canosa, i cui nomi sono ivi incisi. Le torri, la cui altezza doveva raggiungere i 30 m, rispettivamente portano i nomi di Torre dei Minorenni e Torre del Semaforo (lato Sud); Torre del Monaco e Torre del Vento (lato Nord).

Castello di Bari lato Sud
Lato sud del castello di Bari ove si può scorgere la Torre del Semaforo

La Torre del Semaforo è costituita da tre ambienti posti uno sull’altro e collegati da una scala a chiocciola, ricavata nella muratura con gli scalini tutti d’un pezzo e di ottima fattura, particolare tecnico analogo a certe opere di Castel del Monte. Nel 1276 Carlo I d’Angiò fece restaurare il castello, che presentava segni di particolare degrado soprattutto sul lato rivolto al mare, incaricò il Protomagister Pietro d’Angincourt e Giovanni di Toul di dirigere i lavori che furono affidati a manovalanze locali quali Tommaso Colagiovanni di Bari, Pietro Rapporzio, Mattia Bisanzio di Ruga di Bari, e Giacomo Leone di Bitonto, falegname. Al restauro angioino appartengono le tre bifore incorniciate di pietra calcarea e la piccola porta ogivale “del soccorso”; entrambi sul lato nord. Nel 1463, dopo essere passata fra le mani di vari feudatari, Bari divenne dominio regio sotto Ferrante d’Aragona e nel 1465 a seguito di politiche matrimoniali passò agli Sforza.

cinta bastionata del castello di Bari
Particolare della cinta bastionata cinquecentesca

Da Ludovico il Moro a Carlo VIII fino a Federico d’Aragona, il castello e la città, attraversarono alterne vicende, passando definitivamente nelle mani di Isabella nel 1500 che vi si stabilì con la figlia Bona dando inizio ad un’opera di ammodernamento delle strutture difensive circondando il castello verso terra con una poderosa cinta bastionata a forte scarpa, rafforzata da poderosi baluardi anch’essi scarpati di diverse dimensioni e forme. Di splendida fattura, questi bastioni sono anche pregevoli dal punto di vista estetico.

Un anno dopo la morte di Isabella, il 9 giugno 1525 un fulmine cadde sulla Torre del Monaco adibita a deposito di munizioni causando un esplosione che la danneggiò insieme ad un’ ampio tratto della cortina. Diventata sposa di Sigismondo I re di Polonia, Bona rimase presto vedova data l’età avanzata di suo marito, ella si ritirò nuovamente nel castello di Bari dove si circondò di una splendida corte composta da dame, cavalieri, poeti ed umanisti. Dopo la morte di Bona, il castello di Bari perse sempre più importanza divenendo prigione durante la rivoluzione francese e in seguito nel 1859 caserma per fanteria e gendarmeria borbonica.

A metà ‘800 fu aperto un nuovo ingresso (quello odierno) al castello sul lato sud (riportante ancora oggi l’emblema borbonico) in sostituzione del precedente posto sul lato di ponente. Al novecento risalgono gli ultimi restauri a cui fu sottoposto il castello, diretti in particolare alla cortina del lato nord e coordinati dall’architetto Corrado Bucci Morichi.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 02 Agosto 2008 23:50 )  

Accesso Utenti



Sondaggio

Quali sezioni del sito andrebbero arricchite?
 

Statistiche

Membri : 70
Contenuto : 16
Hits visite contenuto : 20260
Utenti Online:
 1 visitatore online

XHTML and CSS Valid

Valid XHTML 1.0 Transitional

CSS Valido!